INTEGRAZIONE SOCIALE PER RAGAZZI CON DISABILITÀ A KHARKOV

Promozione dell’integrazione sociale per giovani con disabilità e ragazzi che escono da istituti speciali di Kharkov, garantendo loro una formazione specializzata migliore ed offrendo agli operatori che lavorano con giovani vulnerabili la possibilità di migliorare le proprie competenze professionali.
Durata del progetto: novembre 2018 – novembre 2019 Partners: Regione Emilia-Romagna, Comune di Modena, AVSI, La Carovana, L’Imprevisto, progetto Nakipilo

Azioni del progetto:

Ciclo di training dedicati all’integrazione sociale di giovani vulnerabili

Laboratori di cucina tenuti da chef italiani per giovani con disabilità o usciti da istituti speciali

Scambio di esperienza tra organizzazioni italiane e ucraine impegnate in ambito sociale

TRAINING

TEAM BUILDING NEL LAVORO CON PERSONE VULNERABILI

Intervengono:
Silvio Cattarina, Maria Grazia De Cecco della Comunità terapeutica L’Imprevisto (Pesaro, Italia)

Nei giorni 3-4 giugno 2019 si è tenuto l’incontro: “Team Building nel lavoro con persone vulnerabili”, i cui relatori principali sono stati Silvio Cattarina, fondatore della comunità terapeutica L`Imprevisto, e Maria-Grazia De Cecco, responsabile della sezione femminile della comunità. Durante il training gli esperti italiani hanno parlato dei principali metodi per formare un team forte e affidabile in grado di accompagnare efficacemente i giovani vulnerabili; hanno inoltre illustrato i principi seguiti dai tutor e dai terapisti de L’imprevisto, tra i quali ci sono innanzitutto la condivisione della vita, la disponibilità ad accogliere l’imprevisto, la comprensione e l’accettazione dell’altro e della sua esperienza di vita, il lavoro di squadra.
«L’obiettivo dei nostri gruppi terapeutici è aiutare le persone a guardare il proprio cuore. Il problema non è “gestire delle persone”, ma incontrarle e guardare insieme la realtà con la sicura speranza della vittoria del bene». 
Silvio Cattarina, psicologo, pedagogo, fondatore della Comunità terapeutica L’Imprevisto 

ESSERE ADULTI: GENITORI E SPECIALISTI DAVANTI ALLE SFIDE DELLA VULNERABILITÀ

Interviene:
Franco Nembrini, insegnante, studioso di Dante, fondatore del Liceo “La Traccia” (Bergamo, Italia)

L’11 ottobre 2019 si è svolto un incontro con Franco Nembrini, professore italiano, esperto di pedagogia ed educazione, dedicato allo sviluppo di un modello per il coinvolgimento di genitori e familiari nel processo di riabilitazione socio-psicologica di bambini e giovani vulnerabili. Il tema principale è stato il rapporto tra educazione e vulnerabilità, grazie al quale si può eliminare la distanza tra insegnante ed alunno, genitore e bambino. Secondo il professor Nembrini, un bambino fragile ha bisogno della figura di un insegnante che lo accompagni, che gli faccia scoprire il bene insito nella vulnerabilità e infine che lo aiuti a trovare il desiderio e il coraggio per scoprire il mondo.
«L’amore per un bambino dà frutto solo quando non si esaurisce esclusivamente in lui, ciò che educa e aiuta davvero è avere nel cuore tutti gli altri bambini del mondo» 
Franco Nembrini, insegnante ed educatore, fondatore del liceo “La Traccia” di Bergamo 

TROVARE LA PROPRIA VOCAZIONE: L’ESPERIENZA DEL CENTRO “EMMAUS” DI LEOPOLI NELL’AIUTARE GIOVANI CON DISABILITÀ A TROVARE LAVORO

Intervengono:
Yulia Boyko, Nadezhda Kalachevo e Irina Val’ko-Yarema (Emmaus, Leopoli, Ucraina)

Il 29 novembre si è tenuto l’incontro con esperti che accompagnano giovani con disabilità mentali Yulia Boyko, Nadezhda Kalachevo e Irina Val’ko-Yarema. Il loro compito è quello di creare programmi di adattamento e di formazione nel centro “Emmaus” di Leopoli. L’incontro era dedicato alla ricerca di un approccio complessivo per risolvere il problema della scarsa socializzazione dei giovani con disabilità. Sull’esempio del lavoro svolto al centro, le esperte hanno raccontato quali pratiche di integrazione risultano più efficaci, ad esempio: programmi educativi per famiglie (genitori, fratelli e sorelle, nonni) che crescono un bambino o un adolescente con disabilità; programmi di formazione per insegnanti di classi inclusive; accompagnamento a una vita indipendente, ricerca del lavoro e costruzione di una propria famiglia, ecc.
«La diversità di queste persone rispetto alle altre è già carisma. Esse ci insegnano l’apertura, l’umanità, la gentilezza. Sono loro il cuore della nostra università» 

Networking e corsi di cucina

per giovani vulnerabili

Il 7 e 8 maggio 2019 gli chef italiani Paolo Ferraresi e Maria Teresa Poppi hanno tenuto due corsi di cucina: uno per i partecipanti al progetto «Decimo pianeta» e «Lattuga», l’altro per l’Ospedale neuropsichiatrico di Bogodukhovsky. I laboratori hanno aiutato questi ragazzi vulnerabili ad acquisire alcune competenze culinarie e hanno fatto nascere nuove partnership: proprio grazie al laboratorio di cucina organizzato a Bogodukhovsky è nato il progetto formativo di accompagnamento ai ragazzi dell’ospedale, curato da Elena Kuts, una delle ragazze de La casa volante e collaboratrice di Emmaus. Nell’autunno del 2019, i laboratori di cucina si sono trasformati in un network: il nostro team ha organizzato una serie di incontri per creare nuove partnership con rappresentanti di altre realtà sociali e con il mondo imprenditoriale locale e i ragazzi hanno offerto agli ospiti piatti preparati da loro. I due principali eventi di networking sono stati il torneo di bowling a scopo benefico “Gioca per l’Hub” e l’apertura del primo Hub inclusivo a Kharkov. I rinfreschi organizzati sono stati un’occasione per farci conoscere, infatti abbiamo potuto raccontare dei progetti della nostra organizzazione e presentare gli ospiti ai ragazzi e ragazze beneficiari del progetto, mentre con chi ha partecipato al torneo di bowling e all’apertura dell’Hub abbiamo stabilito delle forme di cooperazione per risolvere i problemi dei giovani vulnerabili a Kharkov.

Scambio di esperienza

Dal 15 al 28 agosto 2019 una parte del nostro team (amministrazione e tutor), insieme ai ragazzi e alle ragazze con cui lavoriamo, ha realizzato un viaggio in Italia e ha partecipato ad uno scambio di esperienze con alcune realtà dell’ambito sociale della regione Emilia Romagna. La nostra attenzione si è concentrata su organizzazioni che, da un lato, vantano molti anni di esperienza nell’accompagnamento di giovani con disabilità e, dall’altro, possono testimoniare casi concreti di collocazione professionale e di un’efficace integrazione sociale di giovani vulnerabili. Durante questo programma di scambio durato 14 giorni, abbiamo visitato la cooperativa sociale “Nazareno”, le associazioni “Agevolando” e “Il Tortellante” e il festival internazionale Meeting di Rimini.

San Nazareno

La Cooperativa Sociale San Nazareno aiuta minorenni, persone con disabilità fisiche o mentali ad integrarsi nella società. Da 29 anni, presso la Cooperativa, si insegna ai ragazzi a lavorare, costruendo con loro un rapporto di mutua assistenza e solidarietà. In particolare si insegnano la lavorazione del legno, il cucito, la produzione della ceramica e il giardinaggio. Oltre all’aspetto lavorativo, gli ospiti della Cooperativa vengono aiutati a fare esperienza e ad esprimere la propria condizione di fragilità e vulnerabilità attraverso l’arte: teatro, danza, musica. Dal 1999 la San Nazareno ospita il Festival internazionale dell’artigianato. Il loro obiettivo è diffondere una cultura dell’accoglienza e dell’integrazione. Nel 1993 è stata creata la Bottega del Cuoio, il primo negozio che vende prodotti realizzati da ragazzi con disabilità. Grazie alla Cooperativa San Nazareno, gli ospiti della Casa volante hanno incontrato i partecipanti al progetto Casa Santa Teresa del bambin Gesù e Casa ed in questa occasione è nato il desiderio di lavorare insieme.

“Agevolando”

L’organizzazione “Agevolando” dal 2010 si occupa di giovani che sono cresciuti in affido o in case-famiglia. L’obiettivo principale è garantire ai ragazzi una crescita sicura. L’organizzazione sostiene i ragazzi maggiorenni nel loro progetto di vita, li aiuta a trovare una casa, un lavoro o uno stage. Inoltre sostiene ragazzi stranieri. In questi anni ha aiutato già 80 giovani a mettersi in regola e a ottenere i documenti. L’organizzazione collabora con sessanta aziende che organizzano corsi di psicologia, di lingue e percorsi formativi. Sostiene inoltre quei ragazzi che frequentano l’università favorendo la loro partecipazione a conferenze e a scambi di esperienza. L’organizzazione cerca di facilitare l’ingresso di questi ragazzi e ragazze nel mondo sociale, offrendo loro alcune opportunità di scelta, insegnando loro ad essere indipendenti senza però lasciarli soli. Grazie a questo i ragazzi partecipano attivamente alla vita sociale.

Il Tortellante

Il Tortellante è un laboratorio di pasta fresca dove lavorano ragazzi autistici. Il Tortellante nasce grazie all’Associazione Aut Aut di Modena. Aut Aut promuove e coordina progetti di formazione, assistenza e raccolta fondi per sostenere le famiglie con bambini autistici. Ventiquattro famiglie con bambini autistici hanno deciso che i loro figli non sarebbero rimasti a casa senza compagnia. La missione principale era la socializzazione dei bambini. I ragazzi lavorano sotto lo sguardo attento dello psichiatra Franco Nardocci, degli psicologi Alessandro Rebuttini e Martino Rossetti, e seguono le indicazioni dello chef Massimo Bottura. Grazie all’impegno dei tutor, le possibilità lavorative dei giovani con autismo si sono notevolmente ampliate. Ma la cosa più importante è il piacere che essi provano nel lavorare insieme e nell’interagire con la società.

Meeting di Rimini

Il Meeting di Rimini è il più grande festival cristiano che dal 1980 si tiene ogni anno nella città italiana di Rimini. Il festival dura una settimana ed è frequentato da più di 800.000 persone. Intervengono premi Nobel, politici, scrittori, musicisti e autorità religiose. Nel 1982 ha partecipato Papa Giovanni Paolo II. Quest’anno la ONG Emmaus era presente con uno stand al Meeting, dove ha presentato la collezione di gioielli realizzata dai ragazzi de La casa volante grazie all’oreficeria «UMAX». Il significato dei gioielli della collezione è quello di testimoniare il valore della persona. Inoltre sono stati venduti i gioielli realizzati da una delle ragazze che partecipano al progetto, Julia Zolotar’ova. Igor Beljakin, Irina Larikova e Tatjana Baranova, tre ragazzi di Emmaus, hanno partecipato al festival come volontari lavorando nella ristorazione e nella sala stampa.

Viaggio a Zagabria

Il 10 settembre la collaboratrice di Emmaus Elena Kuts ha partecipato ad una conferenza a Zagabria, dove rappresentanti di Ucraina, Romania, Croazia, Italia, Inghilterra e Irlanda hanno lavorato insieme per formulare delle richieste che sono state successivamente presentate al Parlamento europeo a Bruxelles. Ogni sessione della conferenza aveva inizio con esercizi e tecniche che favoriscono l’interazione. I rappresentanti di tutte le organizzazioni presenti hanno illustrato le esperienze del loro paese condividendo le buone pratiche (best practice) per raggiungere gli obiettivi. Infine è stato redatto un documento con le migliori indicazioni atte a migliorare la vita dei giovani Care Leavers. Nel suo intervento, Elena Kuts ha esposto cinque esempi di buone pratiche i, tra cui la convivenza nella Casa Volante, il lavoro sull’accettazione di sé, la trasformazione della vulnerabilità in punto di forza, l’importanza delle organizzazioni pubbliche e degli assistenti sociali e l’amore come fondamento di tutto.